venerdì 8 ottobre 2010
..::: Liveblogging from Piacenza :::..
Ore 14.46
Oggi sono in via San Bartolomeo a Piacenza al seminario "Come farsi trovare su internet, ottenere contatti qualificati e trasformarli in clienti." presso l'Auditorium del centro di formazione di Carmiparma.
Al momento al microfono l'assessore del comune di Piacenza.
Ora 14.53
Dottor Finardi al microfono, in rappresentanza dell UPA (http://drp.ly/cVRg)
14.56
Dopo i saluti la parola al Dott. Ghislandi di webmarketinggarden.it inizio scoppiettante :)
15.20
Si parla di SEO e SEM. Come redere il proprio sito più "digeribile per google"
15.32
Si parla di online reputation. Volete un esempio di come NON comportarsi online? Googleate "Mosaico Arredamenti" (http://bit.ly/bqxU5p) e fatevi due risate :)
15.53
Google AdWords, come funziona il PayPerClick
16.08
I blog, "passaparola con gli steroidi"!
16.50
Beretta su Facebook, esempio virtuoso di gestione dei social network: "Ascoltare, Rispondere e Conversare"
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Giovanni.M
mercoledì 6 ottobre 2010
..::: Google Goggles, lo scioglilingua :::..
Vi è mai passato per la testa di usare il vostro telefonino per ottenere informazioni dall'ambiente che vi circonda?Quando per le prime volte si iniziò a parlare di realtà aumentata l'interesse fu molto, e per un buon motivo. Le applicazioni per telefoni cellulari iniziarono a fiorire, anche se portavano poca innovazione e caratteristiche basilari.
In questi giorni debutta Google Goggles.
A parte il nome a mio avviso abbastanza infelice, dato che genera confusione tra il marchio del motore di ricerca e quello del nuovo servizio, il concetto di base è molto interessante:
Pensate di essere in vacanza in un paese che non conoscete, e di essere in giro per conoscere meglio la città. Trovandovi di fronte a qualcosa di nuovo le opzioni per saperne di più sono ben poche:
- Fermare il classico passante che vi risponderà: "Non Zono di Qwi";
- Prendere il vostro smarthphone e cercare qualcosa online, senza peraltro trovarlo;
- Avere sul vostro telefono un applicazione-guida della città e al suo interno cercare l'opera d'arte che state vedendo al momento.
Google Goggles, grazie alla realtà aumentata, vi permetterà di trovare immediatamente quello che state cercando.
Come si può vedere nel video, la ricerca non si ferma ai monumenti, ma anche a libri, etichette di prodotti, e prodotti stessi, codici a barre, etc. E per quello che ho potuto provare sembra funzionare egregiamente.
Novità all'orizzonte insomma! Il vostro telefonino diverrà in un prossimo futuro un'alleato sempre più forte ed indispensabile!
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Giovanni.M
venerdì 1 ottobre 2010
..::: The Important of Being Earnest :::..
Titolava così il famoso film, tradotto in Italiano "abbastanza fedelmente" in "L'importanza di chiamarsi Ernest". In inglese il titolo gioca sul doppio senso della parola Ernest che significa Onesto. Ora forse la battuta è più chiara! :)
Oggi voglio raccontarvi una piccola breve esperienza che può essere utile a tutti.
Ieri mi sono trovato faccia a faccia con due persone: La dott.ssa Santi e la dott.ssa Dalle Carbonara. Entrambe lavorano per Kraft Foods in Italia presso la sede di Milano; entrambe erano a Parma per una giornata di reclutamento organizzata dal nuovo settore Placement della facoltà di Economia.
Ieri per la prima volta mi sono trovato di fronte ad una grossa azienda per presentare il mio curriculum.
Tutto bene, fino a quando non mi hanno fatto una domanda sulla conoscenza dell'inglese. Il mio curriculum recitava "Posso dire di avere un'ottima padronanza della lingua inglese sia scritta che parlata.". Di conseguenza è scattata la fatidica domanda: "Le va di continuare il colloquio in inglese?"
Devo essere sincero. Non sono madrelingua e non parlo così fluentemente l'inglese, però non me la cavo male. Ho avuto la fortuna di avere un'ottima professoressa alle superiori e qualche esperienza di dibattito con persone che parlano solo inglese e mi ero trovato bene. Questa mia sicurezza però è crollata alla prima domanda: "Mi parli dei suoi hobbyes".
Vi giuro, se me l'avesse chiesto uno qualsiasi di voi che mi leggete non avrei avuto problemi a rispondere. Ieri invece mi si è gelato il sangue, non riuscivo a parlare, ero nervoso... quello che è uscito dalla mia bocca rifletteva a pieno il mio stato d'animo: una serie di parole inconcepibili e assurde.
Gentilmente e senza bistrattarmi mi è stato consigliato di modificare il curriculum sostituendo l'aggettivo ottimo con buono (cosa che ho fatto dopo cinque minuti) e sono stato invitato a ripresentare domanda "più il là".
In pratica segato.
Tuttavia da questa breve esperienza di cinque minuti ho imparato moltissimo e la cosa più importante è essere onesti, che non vuol dire sottovalutarsi, però nemmeno generare aspettative che poi, a seguito di una breve verifica possono sgonfiarsi e generare delusione nel selezionatore, ma soprattutto effetti devastanti sulla vostra autostima.
Oggi voglio raccontarvi una piccola breve esperienza che può essere utile a tutti.
Ieri mi sono trovato faccia a faccia con due persone: La dott.ssa Santi e la dott.ssa Dalle Carbonara. Entrambe lavorano per Kraft Foods in Italia presso la sede di Milano; entrambe erano a Parma per una giornata di reclutamento organizzata dal nuovo settore Placement della facoltà di Economia.
Ieri per la prima volta mi sono trovato di fronte ad una grossa azienda per presentare il mio curriculum.
Tutto bene, fino a quando non mi hanno fatto una domanda sulla conoscenza dell'inglese. Il mio curriculum recitava "Posso dire di avere un'ottima padronanza della lingua inglese sia scritta che parlata.". Di conseguenza è scattata la fatidica domanda: "Le va di continuare il colloquio in inglese?"
Devo essere sincero. Non sono madrelingua e non parlo così fluentemente l'inglese, però non me la cavo male. Ho avuto la fortuna di avere un'ottima professoressa alle superiori e qualche esperienza di dibattito con persone che parlano solo inglese e mi ero trovato bene. Questa mia sicurezza però è crollata alla prima domanda: "Mi parli dei suoi hobbyes".
Vi giuro, se me l'avesse chiesto uno qualsiasi di voi che mi leggete non avrei avuto problemi a rispondere. Ieri invece mi si è gelato il sangue, non riuscivo a parlare, ero nervoso... quello che è uscito dalla mia bocca rifletteva a pieno il mio stato d'animo: una serie di parole inconcepibili e assurde.
Gentilmente e senza bistrattarmi mi è stato consigliato di modificare il curriculum sostituendo l'aggettivo ottimo con buono (cosa che ho fatto dopo cinque minuti) e sono stato invitato a ripresentare domanda "più il là".
In pratica segato.
Tuttavia da questa breve esperienza di cinque minuti ho imparato moltissimo e la cosa più importante è essere onesti, che non vuol dire sottovalutarsi, però nemmeno generare aspettative che poi, a seguito di una breve verifica possono sgonfiarsi e generare delusione nel selezionatore, ma soprattutto effetti devastanti sulla vostra autostima.
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Giovanni.M
venerdì 3 settembre 2010
..::: Perché odio i #FF :::..
Da un po' di tempo a questa parte, su Twitter, si è diffusa la moda del #FF. Altrimenti noto come Follow Friday. Il concetto è semplice e teoricamente interessante. Ogni utente suggerisce ai suoi followers gli utenti che segue, o che ha iniziato a seguire, e che ritiene degni di nota.
Dal punto di vista teorico e statistico l'idea è valevole: se infatti chi mi segue mi trova interessante e condivide quelli che sono gli argomenti di cui parlo di solito molto probabilmente risulterà interessato dal trovare persone che hanno gusti, pensieri e tweet simili ai nostri. Questo almeno in teoria.
Nella pratica invece la situazione è ben diversa. Facciamo un piccolo esempio per far capire:
Questo è il mio pensiero, come sempre sono aperto a eventuali critiche o a discuterne! Voi che ne dite? Cosa ne pensate? Lo utilizzate? E come?
Lasciatemi un commento e fatemi sapere! ;)
Nella pratica invece la situazione è ben diversa. Facciamo un piccolo esempio per far capire:
Immaginiamo di possedere un account (il mio ad esempio) che segue 77 persone. Dal punto di vista personale non è detto che tutte le persone che mi vengono suggerite possano andarmi a genio e soprattutto non è detto che io voglia seguire più persone di quante già ne stia seguendo.
Il problema ulteriore nasce dall'utilizzo reale che la twittersfera fa di questo strumento e di conseguenza la quantità di #FF. Se immaginiamo che una persona che io seguo retwitti mediamente 10 persone ogni venerdì, questo comporta che quel maledetto giorno della settimana il mio stream contiene circa 770 nomi di utenti twitter che i miei amici seguono.Ora, come posso io, misero essere umano, selezionare e cercare di trovare anche un solo utente da seguire in una marea di 770 nomi? Anche ammesso che non siano così tanti, ma "solo" 50, su che base io posso scegliere di seguire una persona? Il nome o il nick dicono ben poco e aprire 50 stream per vedere i loro tweet mi sembra una perdita di tempo.
Questo è il mio pensiero, come sempre sono aperto a eventuali critiche o a discuterne! Voi che ne dite? Cosa ne pensate? Lo utilizzate? E come?
Lasciatemi un commento e fatemi sapere! ;)
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Giovanni.M
giovedì 26 agosto 2010
..::: Come inserire loghi operatore su iPhone non JB :::..
Una cosa che mi è sempre piaciuta dell'iphone Jail Broken, almeno guardando le immagini online, è la possibilità di sostituire alla classica scritta H3G_ITA abbastanza orrida, un bel disegnino recante il logo dell'operatore, molto più immediato! Di recente ho trovato questa guida su iPhoneItalia, tuttavia, avendo riscontrato un po' di problemi nella realizzazione ho deciso di perfezionarla e riproporvela in versione esclusivamente mac. Chi vuole sapere come installarla con un pc windows può seguire la guida "ufficiale" a questo indirizzo.
Per prima cosa dobbiamo salvarci i loghi del nostro operatore, o se preferite potete ricavarli voi tenendo presente che le dimensioni da rispettare sono 70x20 px e il file deve essere in formato PNG a 24 bit, con trasparenza. Se non volete perdere tempo e soprattutto non capite un H di quello che ho scritto fino ad ora, vi confermo che potete trovare dei loghi prefabbricati a questo indirizzo: Link
All'interno del pacchetto troverete 4 file: due con nome "Default_CARRIER_operatore" e due con nome "FSO_CARRIER_operatore". Questi sono i file visualizzati quando la barra è bianca e quando invece è monocromatica. Quelli che finiscono per @2x sono i loghi per l'iPhone4, che hanno dimensione raddoppiata (ovvero 140x40).
A questo punto ci rechiamo nella cartella HD/Users/NOMEUTENTE/Library/iTunes/iPhone Carrier Support. All'interno troverete uno o più file con il nome del vostro operatore. Nel caso questo sia H3G, troverete il file "Hutchison_it.ipcc". Copiate il file sul desktop, o in una cartella a vostra scelta. Rinominate il file cambiando l'estensione in .zip e apritelo con un qualsiasi programma di unzipping. Una volta spacchettato il file troverete un file .bundle, cliccate con il destro e selezionate "mostra contenuto pacchetto". Copiate i file che avete creato o che avete scaricato dal mio link in questa cartella sostituendoli a quelli esistenti. Rizzippate la cartella Payload rinominandola come la precedente e sostituendo la'estensione .zip con quella .ipcc (Attenzione a quest'ultimo passaggio, infatti a volte zippando l'estensione viene nascosta e rischiate di rinominare il file con doppia estensione .zip.ipcc. Di conseguenza la cosa più semplice da fare è cliccare sul file zippato con il tasto destro, selezionare Ottieni informazioni e nella scheda "nome ed estensione" deselezionare la casella "Nascondi estensione" e quindi modificarla in .ipcc)
Abbiamo quasi finito.
Ora chiudiamo iTunes e apriamo il terminale ed inseriamo il codice seguente, necessario all'iphone a riconoscere i loghi operatore:
defaults write com.apple.itunes carrier-testing -bool true
A questo punto apriamo iTunes e colleghiamo l'iPhone. Nella scheda riepilogo clicchiamo sul pulsante ripristina mantenendo premuto il pulsante option (ovvero quello con il simbolo ⌥ ). Selezioniamo il pacchetto .ipcc che abbiamo appena creato e clicchiamo apri.
Ora non ci resta che riavviare l'iPhone. Il gioco è fatto!
Questo il risultato finale
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Giovanni.M
sabato 7 agosto 2010
..::: La nicchia delle miniApp :::..
In questi giorni mi interrogavo sul costo delle app per iPhone. Con l’introduzione dell’AppStore, Apple, non ha solo reso disponibili migliaia di applicazioni, ma, a mio avviso, è andata a risolvere un problema legato alla distribuzione.
Facendosi carico delle spese per i server e per la banda necessaria nonché del processo di approvazione delle applicazioni (il tutto lautamente ricompensato dai profitti condivisi con gli sviluppatori), ha reso disponibile un punto di riferimento per chiunque cerchi un’applicazione per il “melefono”. Questo dal punto di vista logistico è fantastico. Ma l’aspetto che voglio sottolineare oggi è quello del prezzo.
C’erano infatti una volta i computer e le console. Un gioco per computer ha un prezzo compreso tra i 30 e i 60€, un gioco per consolle costa in media tra i 50 e gli 80€. Attraverso l’iPhone, il costo dei videogiochi si è ridotto ad un massimo di circa 5€, in parole povere in media si è ridotto di 10 volte!
Questo dato non è affatto da sottovalutare. Guardando ancora una volta quello che è l’universo videoludico per computer salta all’occhio un’altra cosa: la presenza dei giochi in flash. Questi frammenti di codice popolano numerosi siti web, hanno il pregio di essere condivisi attraverso il codice embedded e hanno un posizionamento di prezzo infimo: pari a zero. Unica nota negativa è l’utilizzo offline; infatti per funzionare richiedono di essere scaricati di volta in volta.
Volendo ben vedere l’attuale posizionamento di mercato lascia un notevole spazio centrale: se da un lato infatti troviamo giochini stupidi, generalmente compilati per diletto da sviluppatori alle prime armi, dall’altra troviamo giochi molto complessi il cui scopo è la longevità. Dal punto di vista del prezzo la differenza è abissale.
Con l’inserimento dei giochi per iPhone, Apple, forse inconsciamente, ha dato vita a quei piccoli passatempo che permettono all’utente finale di divertirsi e agli sviluppatori di vedersi riconosciuta una somma che può raggiungere anche dimensioni non ridicole.
Data la difficoltà di giocare su uno schermo largo 50 centimetri quadrati, sia dal punto di vista del gioco che da quello della programmazione, la mia domanda che mi pongo è la seguente: come mai non si è ancora sviluppata una nicchia di programmatori che sviluppano applicazioni per computer meno complesse, ma con un costo decisamente inferiore?
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Giovanni.M
domenica 11 luglio 2010
..::: Sulla luna in 1000 Giorni :::..
Non so quanti lo sappiano, ma tra, circa, mille giorni la nasa conta di ritornare con un vettore sulla luna. Questa volta a farla da padroni saranno degli avatar robotici comandati da terra. Il progetto è già in fase di realizzazione e questo video mostra il concept di tutta la missione.
Non so a voi, ma a me vedere la luna così vicina eppure così lontana mi mette i brividi. Inoltre dal minuto 1.34 potete capire quanto piccoli siano i margini di errore per entrare in orbita lunare e quanto grande sia la distanza da coprire! Davvero da brivido!
> Fonte
Non so a voi, ma a me vedere la luna così vicina eppure così lontana mi mette i brividi. Inoltre dal minuto 1.34 potete capire quanto piccoli siano i margini di errore per entrare in orbita lunare e quanto grande sia la distanza da coprire! Davvero da brivido!
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Giovanni.M
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